Stay Focus: Pietro Calabrese

29 Novembre 2020

Seconda puntata del format di approfondimento che va a conoscere più da vicino i protagonisti giallorossi in questo periodo di stop

Nella seconda puntata di Stay Focus abbiamo fatto due chiacchiere con una delle rivelazioni di quest’inizio di stagione: Pietro Calabrese. Portiere classe 2003 della Juniores aggregato con la Prima Squadra fin dalla preparazione estiva. Lo abbiamo intervistato a distanza, approfittando di una pausa studio. Calcio, scuola, famiglia. Pietro è un ragazzo super impegnato che riesce però a far coincidere tutti gli impegni senza trascurare nulla.

Come stai vivendo questo momento lontano dal campo? Senza allenamenti e scuola a distanza?

Questo stop forzato sicuramente mi ha tolto la possibilità di sfogarmi di tutta la tensione accumulata in settimana. Ora mi sento abbastanza immobilizzato. La didattica a distanza allunga le giornate davanti al computer e le rende più pesanti. Patisco molto aver perso quella socialità e contatto fisico che si aveva prima dei vari lockdown. Sia per quanto riguarda la scuola che il calcio. E’ complicato non riuscire a vedere le persone con la quale condividi i vari percorsi. Si tratta davvero di una brutta battuta di arresto. Gli allenamenti individuali aiutano a pensare ad altro ma non è la stessa cosa.

La tua stagione era cominciata alla grande. Esordio in prima squadra e una buona partenza anche con la juniores. Un peccato fermarsi così.

Si. Ho cominciato la preparazione estiva con la Prima Squadra e poi contestualmente mi sono quasi sempre allenato anche con la Juniores. Con i grandi sono sceso in campo nei due incontri con la Luese di Coppa Italia Promozione mentre con la Juniores ci siamo fermati alla terza giornata dopo aver perso con Arquatese e vinto con JCP e Don Bosco Alessandria.

Allenarsi in prima squadra e juniores comporta sacrificio e impegno. Eppure riesci a conciliare il tutto mantenendo grandi risultati anche a scuola. Qual è il segreto?

Il segreto per conciliare tutto, fra scuola, famiglia e calcio risiede in un aspetto essenziale: l’organizzazione. La possiamo considerare una parola chiave anche in campo perché senza la squadra non gira. E così anche nella vita d tutti i giorni cercando sempre di lavorare al massimo e nel modo migliore.

Con chi hai legato di più dei ragazzi della prima squadra?

Fin dal primo momento Stay O’ Party mi ha fatto sentir parte di un grande gruppo. Io, ragazzo giovane, diciassette anni, non abituato a stare in una realtà che partecipa ad un campionato importante come la Promozione. Sin dal 18 agosto mi sono sentito parte di tutto questo e soprattutto valorizzato. Ho legato molto con i miei compagni di reparto. Fabio (Favarin), che è anche il mio mister in Juniores. E poi Daniele, Simone, Gersel, tutti ragazzi che mi hanno aiutato molto a crescere sugli aspetti più delicati per un portiere. Sicuramente un grazie va al mio preparatore Luigi Romano che mi ha sempre seguito con attenzione e dedizione prendendomi sotto la sua ala.

Qual è il ricordo più bello che associ a questi primi mesi in giallorosso?

Il ricordo più bello fino ad oggi è stato sicuramente il mio esordio in Coppa Italia domenica 17 settembre. A fine primo tempo devo entrare e in quel momento mi sono sentito catapultato quasi all’improvviso. Però mi sono sentito pronto ed è stato il modo migliore per coronare un mese di duro lavoro e anche una stagione, quella precedente, che non era andata nel migliore dei modi.

Che regalo vorresti ricevere per questo 2021 ormai imminente?

Carico delle emozioni maturate fino a qui la speranza per il 2021 è di poter tornare a lottare in campo per i colori giallorossi. Riassaporare quell’adrenalina del weekend che mi sta mancando molto. Sicuramente con la Prima Squadra ma soprattutto con la mia Juniores con la quale sta nascendo un progetto davvero importante con tanti ragazzi forti e vogliosi di crescere.


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